sabato 9 settembre 2017

FITA NAZIONALE / Ecco i segreti del manifesto per la Festa del Teatro Italiano 2017


Appena pubblicato nella pagina Facebook della Fita nazionale, il manifesto della «Festa del Teatro Italiano 2017», con al centro quella figura giovane e vibrante che sembra danzare nell’aria, ha raggiunto migliaia di persone in poche ore, innescando un crescendo di condivisioni in giro per l’Italia. Potenza dei social, si dirà. Vero. Ma altrettanto vero è che dietro una “presa” così immediata sul pubblico non possono non esserci un pensiero chiaro e una solida esperienza nel settore del design e della promozione. A confermarlo è proprio la “firma” di questa fortunata campagna federativa, Dario Lo Bono, al quale abbiamo chiesto di raccontarci la genesi del manifesto.
«Quello che volevamo ottenere – spiega il grafico siciliano – era dare un senso di leggerezza e di slancio, evitando il rischio di far percepire come “vecchie” una Federazione che festeggia 70 anni e una Festa che ne compie 30. D’intesa con il Direttivo, allora, siamo arrivati a questa silhouette, che dà un’immagine elegante e seria, ma anche giovane e aerea, sottolineata ulteriormente dalla piuma che stringe tra le dita».
Anche il colore di fondo ha il suo perché: «Si è portati a pensare – continua Lo Bono – che il teatro sia tutto o bianco o nero: l’amatoriale Fita, invece, è un mix tra i due, un “grigio” che sta al centro, perché dà la possibilità a tutti di partecipare e avvicinarsi a questo mondo meraviglioso. Non si è trattato, quindi, di una scelta di colore puramente estetica: dietro c’era un concetto da esprimere».
Forte della sua esperienza che fonde “vecchia scuola” e strumenti grafici di ultima generazione, Dario Lo Bono ha qualche consiglio da condividere? «Quando si progetta una locandina – spiega - ogni parte ha un peso all'interno dello spazio complessivo, e l’insieme deve essere equilibrato, perché invogli ad andare oltre l’immagine, passando alla lettura. E poi l’ordine, indispensabile: si vedono locandine A4 nelle quali sono utilizzate magari quattro o cinque Font di testo diverse, e il risultato non può funzionare». 

 

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