domenica 22 maggio 2016

Il paradosso del palcoscenico

Diderot sostiene che non è la grande sensibilità di un attore a facilitare il nostro processo di compenetrazione con quanto è rappresentato, come saremo portati a credere osservando, ad esempio, una magistrale scena di pianto, bensì, al contrario, la mancanza di sensibilità dell'attore, il quale, proprio per essere riuscito, attraverso la razionalità, la lucidità e l'allenamento costante delle emozioni, a possedersi e dominarsi nelle diverse situazioni rappresentate, è capace di trasmetterci quanto il poeta o l’autore del testo aveva in mente. Diderot non nega il ruolo della sensibilità dell'attore, ma ritiene che essa debba essere padroneggiata dal mestiere, di conseguenza, estremizzando, il parere dell'uomo del paradosso, è che "L'estrema sensibilità fa gli attori mediocri,  la sensibilità mediocre fa l'infinita schiera dei cattivi attori, ed è l'assoluta mancanza di sensibilità che prepara gli attori sublimi".

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